
Ci mancava solo questo ed ora lo scempio è completo: la Provincia di Taranto, guidata dal suo presidente Martino Tamburrano, ha rilasciato l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) per il “conferimento temporaneo di rifiuti radioattivi” presso la Cisa s.p.a. per sedici anni. Quest’ultima ha fornito tutte le garanzie del caso, ma la questione è un’altra, molto più ampia.
Al di là delle rassicurazioni, non è possibile che l’area jonica sia trasformata in un “immondezzaio”: non bastavano Ilva, Eni, Cementir, forse Tempa Rossa, ora si aggiungono pure i rifiuti radioattivi! E’ proprio vero allora che non c’è limite al peggio!
Le responsabilità politico – amministrative sono innanzitutto del presidente Tamburrano, ma il resto della maggioranza (fritto misto PD – Forza Italia ed altri) non può certo “lavarsene le mani” e fare finta di non saperne nulla. C’è il vicepresidente Gianni Azzaro che appartiene al Partito Democratico, che è uno dei fedelissimi dell’on. Pelillo; c’è l’assessore Vito Miccolis, proprio massafrese: bene, il partito di Renzi cosa dice? Che dobbiamo caricarci i rifiuti pericolosissimi provenienti dal resto d’Italia? E il segretario provinciale Musillo tace sull’argomento?
Il PD ha grossissime responsabilità, ma d’altronde cosa vi aspettate da chi in Provincia è tutt’uno, è “pappa e ciccia” con i Berlusconiani? La verità è che centrodestra e centrosinistra sono la stessa cosa, sono due faccia di una stessa medaglia. Ecco perchè la gente non va più a votare o vota M5S o esprime comunque un voto di protesta. E sfido chiunque mi accusi di qualunquismo a dimostrarmi il contrario! Come vedete, in questo specifico caso locale, sono proprio i partiti ad autocondannarsi e a generare l’antipolitica.
Noi cittadini, tuttavia, non dobbiamo subire in silenzio, non possiamo tollerare quest’ennesimo schiaffo, non possiamo accettare altre condanne a morte dirette alla nostra vita, alla nostra salute, alla vita dei nostri figli. E allora ribelliamoci! Civilmente e democraticamente, ci mancherebbe, ma protestiamo, alziamo la voce, non “facciamoci mettere i piedi in testa”!
Non serve a nulla? Falso! Pensate alla protesta, ai sit-in di alcuni anni fa a Scanzano Jonico proprio contro il deposito di rifiuti radioattivi, prendiamo esempio!
Così almeno riscatteremo la triste nomea di “Molle Tarentum”.
Perciò, come dicevano i Romantici, “Sturm und drang”, “ Tempesta ed Impeto” o, per dirla alla Tarantina, “Se non si squascia non s’aggiusta”.
Taranto, svegliati!








