
Quello dell’on. Michele Pelillo è un silenzio davvero assordante: mentre il PD cade a pezzi (mi ispiro al più noto “mentre il mondo cade a pezzi…” di Marco Mengoni) – perchè è stata ed è davvero una caduta rovinosa quella di far parte della maggioranza in Provincia (con tutto quello che sta succedendo a proposito dei rifiuti radioattivi) — Lui, ritenuto il leader del Pd a Taranto, quello che “fa il bello e il cattivo tempo” nel partito, quello che esercita lo “ius vitae ac necis” (il diritto di vita e di morte, politicamente parlando, s’intende!), non si pronuncia, tace. Eppure un vero leader dovrebbe prendere posizione, ma Pelillo non sta fiatando.
Va fatta però innanzitutto una premessa. I leader si espongono e Pelillo non lo sta facendo, in quanto evidentemente non è leader nel dna. Gli manca la stoffa del leader: è una persona che fa politica come tantissimi altri, ma considerarlo leader (seppure locale) è un’esagerazione, è davvero troppo. Leader è Giancarlo Cito; lo erano Pinuccio Caroli, Giuseppe Cannata, non certo Michele Pelillo: non scherziamo!
Ma al di là di ciò, Pelillo, a mio avviso, non si esprime perchè si trova in difficoltà: come potrebbe difendere il suo partito che ha avuto il veto da Emiliano di stare in maggioranza in Provincia con Forza Italia e, come se nulla fosse, continua a rimanervi?
Come potrebbe Pelillo confermare le critiche che ora il Pd sta muovendo a Tamburrano in materia di rifiuti radioattivi, ma ciò nonostante continua a sostenere il Presidente massafrese?
Come potrebbe Pelillo bacchettare direttamente Tamburrano, visto che il suo fedelissimo Gianni Azzaro fa il vicepresidente ?
Probabilmente a Michele Pelillo non conviene ancora esporsi, è reduce dal flop alle Regionali di Mazzarano (da lui ufficialmente ed in pompa magna sostenuto) a Taranto città, e si sta ancora “leccando le ferite”.
Inoltre – questa è una mia opinione peraltro largamente condivisa – nell’ambito della comunicazione Pelillo non è certo il massimo (tutt’altro!), tante volte è “scattato”, è “esploso” (soprattutto quando si parlava di ambiente ed io ne sono la prova vivente!), e quindi forse ha capito (o gli hanno fatto capire) che in certe circostanze è meglio tacere, “il silenzio è d’oro”, è proprio il caso di dire.
Cosa succederà? Pelillo tornerà a farsi sentire? Chissà… Per la verità è una questione che non mi interessa affatto e meno ancora interessa ai Tarantini, che continuano a morire di fame e di tumore per gli assassini compiuti dalla Grande industria all’interno e all’esterno degli stabilimenti.
Altro che porsi il problema del silenzio di Pelillo! I lavoratori dell’Ilva, di TCT, di Taranto Isolaverde, ecc. hanno ben altro a cui pensare!
In ogni caso non suoneranno certo le campane, se e quando Pelillo tornerà a parlare. Io personalmente mi tapperò le orecchie!








