
Ci mancava soltanto che Giove Pluvio prendesse di mira il territorio jonico: ecco Taranto ed il suo hinterland ridotti allo stremo. Solo calamità o pure mancanza di prevenzione?
Opto decisamente per la seconda ipotesi: in Italia piove e diluvia dappertutto – e in fondo qui da noi non si è poi abbattuto un uragano! – eppure nel resto del Paese i vari fenomeni meteorologici vengono agevolmente gestiti. A Taranto sembrava esserci stata l’Apocalisse, ma così non è affatto! Tanta pioggia, tantissima, certo, ma perchè le previsioni non hanno portato a prendere i provvedimenti del caso, tipo la chiusura delle scuole o delle arterie stradali più a rischio?
Ecco allora emergere le gravi criticità organizzative ed amministrative dell’area jonica. La verità è che è stato gravemente sottovalutato l’allarme meteo. E il sindaco Stefàno? Ancora una volta si è dimostrato amministrativamente ed operativamente inefficiente ed incapace. Forse pensava alla nuova Giunta anziché approntare i rimedi per evitare il disastro avvenuto oggi in città. Sindaco dunque non pervenuto!
E il Corpo di Polizia Municipale? Abbandonato a se stesso, privo di un’adeguata guida politico – amministrativa. D’altronde Stefàno non ha assegnato la delega alla Polizia Municipale, l’ha avocata a sé. Bene – anzi male! – risponda ora Lei in prima persona, caro sindaco, per questi gravi disagi verificatisi! E non se la prenda con il Cielo! Se la prenda con la sua assoluta incapacità di programmare.
Ma ci sono altre responsabilità. Lo ripeto: l’allarme meteo era arcinoto e l’aspetto più assurdo è che proprio le istituzioni (Comune e Prefettura) ne avevano dato comunicazione. Ecco allora che anche la Prefettura avrebbe dovuto e potuto fare molto di più. In parole povere è mancata la prevenzione. Perciò anche la Prefettura ha “toppato” alla grande.
Diciamocelo con franchezza: siamo una città da terzo mondo. E’ tanto inutile quanto dannoso “nascondere la polvere sotto il tappeto”: è invece opportuno che esca, che si veda. Solo così si potrà iniziare a debellare il male, individuandone appunto le cause. E le cause sono le Istituzioni.
Cos’altro dire? I cittadini sono alla deriva – è proprio il caso di dire – vista la tanta acqua che ci ha travolti. Ormai ci capita di tutto e tanti hanno ormai perso la forza di reagire, ma non prendiamocela col destino, bensì con gli uomini, anche se più di tanto non si può fare: “Questi sono i pupazzi e con questi bisogna fare il presepe”. Così diceva un noto politico tarantino della “prima repubblica”: come non dargli ragione?








