
Di Luigi Abbate
Estate di caldo torrido e di abbandono amministrativo, ma magari fosse solo a luglio e ad agosto: qui è tutto l’anno che Taranto sembra non governata male, ma non governata proprio. Il biglietto da visita di questa situazione? Abusivismo, sporcizia e degrado, zero attività d’intrattenimento e zero attività culturali, ecc. Scusate, ma esiste un sindaco a Taranto? Se c’e, non si vede affatto…
Il bello, anzi il brutto, è che neppure la maggioranza crede più in se stessa, tanto è vero che sempre più frequentemente non riesce a raggiungere nemmeno il numero legale. E va avanti per forza d’inerzia verso il traguardo liberatorio, ossia la fine del mandato, cioè la primavera 2017: “tira a campare”.
Stefàno, non metto in dubbio la Sua buona volontà, la Sua onestà di persona e la Sua serietà di professionista, ma, caro Sindaco, amministrare una città è tutt’altra cosa: i fatti purtroppo dicono che non è proprio per Lei. Come vede, essere un bravissimo medico non vuol dire essere necessariamente un sindaco capace: le due cose sono del tutto distinte e separate. Torni allora a fare il pediatra: tanti pazienti, bambini e genitori, La apprezzano con il camice bianco e La reclamano, ma lasci stare la fascia tricolore: lo faccia almeno per il bene della città.
Il sottoscritto, caro Sindaco, nel lontano 2007 L’ha votata e L’ha sostenuta, ma mi ha molto deluso. E sa perchè? Perchè quando viene prospettato un problema, viene lanciata un’iniziativa, non basta dire sempre “sì, sì”, e poi la cosa cade e muore nel dimenticatoio: poi Lei oggi è preso da una questione, domani da un’altra e, come si suol dire popolarmente, “chi si è visto si è visto”. Non si agisce così! I cittadini meritano rispetto e non “promesse di marinaio”!
Ma le colpe non sono tutte sue: la Giunta municipale non è all’altezza. In ogni caso, Stefàno, è stato Lei a sceglierla, non è certo caduta dal cielo (meglio così: sarebbe stata come la caduta di un asteroide sulla città!). Forse Lei ha preferito e preferisce certi “yes man”, facili da “dominare”, piuttosto che personalità forti: le defenestrazioni di Dante Capriulo, di Angela Mignogna, ecc., sicuramente significano qualcosa… Per non parlare dell’infinito valzer degli assessori… E che dire dei vertici dell’Amiu? Lei non azzecca mai la scelta giusta… E non è certo sfiga…
Sindaco, la mia non è una “crocifissione” della Sua persona, ma è una sfogo, un ragionare a voce alta e, mi creda, non è una voce isolata: un coro la pensa alla stesso modo del sottoscritto. Giri per la città, nelle piazze, nei bar, e sentirà queste stesse critiche che Le sto manifestando.
Sindaco, esca dalla “turris eburnea” di Palazzo di Città e cammini per strada per vivere la vita reale; vada a Roma ed urli la rabbia della nostra città verso il Governo Renzi che con i decreti “salva Ilva” ci prende solo per i fondelli; dia risposte per esempio a Confcommercio, che è letteralmente esasperate a causa dell’abusivismo sempre più dilagante; ascolti il grido di dolore che si leva dalle periferie; dia retta ai giovani che chiedono spazi di aggregazione; faccia qualcosa per gli anziani, sempre più soli nella loro solitudine, specialmente d’estate.
Mi fermo qui, ma, caro Sindaco, anzi caro Ezio – e ti parlo da amico – io queste cose ho voluto dirtele “in faccia” per il bene tuo e della città; altri le dicono alle spalle, compresi tanti tuoi illustri alleati del PD, che al momento ti daranno la pugnalata politica e “staccheranno” la spina… Poi vedrai che non sbagliavo… E sarà ormai troppo tardi! Sindaco avvisato è mezzo salvato…







