Ilva emissioni impressionanti (10 agosto 2015)

È la notte tra il 10 e l’11 agosto, non è certo “la notte dei miracoli”, ma la notte dell’inquinamento, degli inganni, della logica della produzione che calpesta ed uccide il diritto di vivere: le emissioni che vedete nel video provengono dall’Ilva, precisamente dall’area GRF (area sequestrata dal Gip nel luglio 2012) dove vengono scaricate per terra le scorie delle paiole.
Il fatto raccapricciante è che tali scempi avvengono di notte, quando -crede l’Ilva – pochi si accorgono di ciò che il Mostro sta vomitando. Ma ormai non siamo più ingenui, abbiamo ben conosciuto gli inganni e gli ingannatori, per cui è facile smascherare certi misfatti e certe atrocità.

E dovrebbero essere proprio i nostri parlamentari a vedere fino alla nausea queste immagini, soprattutto quelli che hanno votato i decreti “salva Ilva”. Tutti ricordiamo le parole dell’onorevole Pelillo che definiva “epocali” questi decreti, che – a suo dire – avrebbero rappresentato una svolta nello sforzo per contemperare lavoro ed ambiente. Come vede, onorevole, la musica non è affatto cambiata: l’Ilva fa ciò che vuole, fregandosene altamente della salute degli abitanti, tanto, quando la situazione precipita, ecco che prontamente interviene “babbo” Renzi che con il suo Governo cambia le regole in corso d’opera e salva il colosso siderurgico. La magistratura sequestra Afo 5 e il Governo lo dissequestra: incredibile! Ormai abbiamo capito il meccanismo perverso…

E allora che fare? Continuare a scrivere, a denunciare: certo, questo sempre, ma dobbiamo andare oltre e cioè ribellarci (sempre in maniera civile e non violando la legge), ma in modo e in misura molto più dura, penetrante ed eclatante. Migliaia e migliaia di Tarantini sotto Palazzo Chigi: è questo che chiedo, proprio per far capire che siamo esasperati, che siamo stanchi di essere trattati come carne da macello. Per una volta la “Molle Tarentum” dovrebbe svegliarsi ed urlare con tutta la forza il suo diritto di vivere, di non ammalarsi, di non essere irreversibilmente immolata sull’altare della produzione indiscriminata, cinica e foriera di morte. Non lasciamo soli gli Ambientalisti!

Queste cose dovrebbero essere comprese anche e soprattutto dagli operai, per salvaguardare innanzitutto la propria “pelle” e per non rendersi complici di ulteriori morti.

Le immagini che vi mostriamo sono inequivocabili. Solo chi è in mala fede può negare l’evidenza.

Taranto, svegliati! Taranto, ribellati!

articolo originale su cronache tarantine