
Taranto esiste unicamente sulla cartina geografica, solo perchè non può essere cancellata, ma se ciò fosse possibile, non si esiterebbe un momento a cassarla definitivamente: è questa la volontà dello Stato italiano, come confermato dalla decisione di Ferrovie dello Stato di programmare Frecciarossa (da e per Milano) non oltre Bari.
Il problema allora si è posto per le altre città pugliesi, Lecce in primis, ma i soggetti istituzionalmente preposti non hanno neppure nominato Taranto, come se la nostra città fosse inesistente.
I tentativi si stanno facendo per Lecce, ma per Taranto buio assoluto. O meglio: la cosiddetta società civile, l’associazionismo stanno dando battaglia, ma per Regione e Parlamento il problema Taranto, relativamente a Frecciarossa e non solo, non si pone proprio.
Cosa che avrebbe dovuto far saltare in area il Sindaco Stefàno, ma – si sa – il nostro primo cittadino sembra “Alice”, pardòn Ezio, “nel paese delle meraviglie”: cosa ci si poteva aspettare da lui? E’ come se non ci fosse: “tamquam non esset” avrebbero detto i Latini.
E la Regione? Devo essere sincero: ho notato un significativo impegno del Governatore Emiliano rispetto ai problemi di Taranto, ma sull’isolamento del capoluogo jonico in ambito di collegamenti ferroviari (e nella fattispecie di Frecciarossa) mi sorprende il suo silenzio.
E i nostri consiglieri regionali? Renato Perrini e Luigi Morgante mi sono sembrati i più agguerriti rispetto alla crescita e allo sviluppo del nostro territorio attraverso il potenziamento delle infrastrutture; per il resto gli altri eletti sembrano rassegnati a subire.
In particolare mi aspetterei uno scatto d’orgoglio, un colpo di reni, da parte di Michele Mazzarano, che è il capogruppo PD in consiglio regionale: chi rappresenta in regione il partito di maggioranza relativo non può permettere che Taranto subisca quest’ennesimo scippo.
Insomma ci si è indignati perchè Frecciarossa si dovrebbe fermare a Bari, ora si sta facendo ferro e fuoco per ampliare la linea fino a Lecce, e per Taranto invece non si fiata. Tanto: chi se ne frega? Se hanno capito che la nostra classe politica subisce passivamente, non devono essere certo loro, i Baresi ed i Leccesi, a difenderci e a sostenerci. A questo siamo arrivati. Che tristezza! Che vergogna!
Allora è proprio vera la fama della “Molle Tarentum”, ma attribuisco il “molle” ai nostri rappresentanti istituzionali, non certo alla società civile che è l’unica che ancora digrigna i denti e lotta.
Però fino a quando? E a quel punto, quando anche quest’ultima bandiera sarà ammainata, non ci resterà che partire.
Ma con quali mezzi? Ah, dimenticavo… Aerei e treni non passano da Taranto…








