
Il Partito Democratico non ha nulla a che vedere con l’antico e storico PCI, non ne è assolutamente l’erede ed è normale e fisiologico che sia così; ciò che lascia molto perplessi, invece, è che ha perso del tutto la sua anima “sociale”, imborghesendosi e realizzando con Renzi politiche anti lavoratori. Si tratta di scelte per le quali, se a compierle fosse stato Berlusconi, si sarebbe gridato allo scandalo ed alla dittatura. Se però le fa Renzi, tutto va bene…
Questo a livello nazionale. Sul piano locale, a Taranto e provincia, la situazione è ancora peggiore, visto che è sotto gli occhi di tutti l’incapacità di ascoltare la cittadinanza e di dare risposte alle esigenze quotidiane di una collettività sempre più abbandonata.
Quali le cause? Certamente sono molteplici e vanno dalla permanenza nella maggioranza che sostiene il sindaco Stefàno all’atteggiamento del leader locale on. Michele Pelillo.
Andiamo con ordine. L’Amministrazione Stefàno è “un’armata Brancaleone” che “tirerà a campare” fino alla scadenza naturale del mandato (primavera 2017; magari l’agonia terminasse prima! Che liberazione sarebbe!) e, in questo penoso contesto, il PD jonico non riesce a prendere le distanze, a staccarsi… innanzitutto dalle poltrone assessorili che occupa.
Alla fine il crollo di consensi verso Stefàno sarà pure la “tomba politica” del PD, visto che quest’ultimo è in Giunta al fianco del primo cittadino, lo asseconda in tutto ed è conseguentemente giusto che paghi per l’incapacità amministrativa dell’attuale maggioranza. E non basta certo il ruolo di “grillo parlante” che cerca di ritagliarsi qualcuno, tipo Piero Bitetti, presidente del consiglio comunale, che inizia ad essere critico solo perchè punta a vincere le primarie del centrosinistra per la candidatura a sindaco.
Caro Bitetti, non siamo ingenui, abbiamo capito la sua manovra…
Veniamo ora all’on. Michele Pelillo. Tanti suoi atteggiamenti politici non giovano certo al PD, tutt’altro!
Caro on. Pelillo, difendere a spada tratta i decreti “salva Ilva” targati Renzi scatena il sacrosanto risentimento e la rabbia di noi Tarantini che ci sentiamo “cornuti e mazziati”, visto che i rappresentanti di Governo vengono in città a decantare i provvedimenti in ambito ambientale e contemporaneamente l’inquinamento aumenta di giorno in giorno sempre più. Già questo sa di beffa, on. Pelillo!
Se poi, caro onorevole, Lei aggiunge il suo “tono di sufficienza”, il suo essere “snob” dinnanzi a chi impreca contro i disastri ambientali prodotti dall’Ilva;
se definisce “aggressivi” gli ambientalisti che maledicono questi decreti e difendono con le unghie e con i denti il diritto alla vita nostro e dei nostri figli;
se si mostra “acido” con chi non la pensa come Lei, bene, “la frittata è fatta” e si spiega perchè il PD jonico sta subendo una perdita di consensi pari ad una copiosa emorragia.
Ah, dimenticavo l’ <inciucio> PD – Forza Italia in Provincia, roba da far sobbalzare nella tomba il compianto sindaco e senatore Cannata e da far inorridire chi si sente di Sinistra. E sono io a sottolineare questo aspetto, io che non vengo certo da una storia e da una tradizione di Sinistra.
Se 1 + 1 fa 2, ecco spiegato perchè a Taranto il PD è in forte calo, un PD ormai irreversibilmente lontano dai lavoratori, dai comitati di quartiere, dalle tanti “poveri cristi” che si rivolgevano al partito per vedere tutelata la propria dignità di essere umani.
Come sono lontane le antiche sezioni, con il loro sapore “ruspante”, e come vanno ora di moda i Circoli Pd, pieni di tanti “fighetti” borghesi!
C’era una volta la Sinistra…







